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Scuola croupier: gira il mondo da professionista

Alcuni giovanissimi eroi armati di competenze professionali, ancora poco conosciute in Italia ma ricercate negli altri paesi, hanno sconfitto l’Idra della disoccupazione e l’incubo del precariato.

Se in Sicilia non c’è lavoro, i giovani trovano lavoro dalla Sicilia per l’Estero. Parola dei ragazzi della Chilton Scuola Croupier.

La scuola, il 14 gennaio nelle sedi di Palermo e Catania, apre le selezioni per il nuovo corso.
Ecco come girare il mondo da professionista

In Sicilia, per i giovani non c’è lavoro?

I giovani siciliani lo scoprono a loro spese ogni giorno: in Sicilia non c’è lavoro.
Anzi, quel poco lavoro che c’è, è spesso precario e mal pagato.

I cosiddetti “lavoretti” sono contati, e coloro che ne hanno bisogno sempre di più.
E anche chi ha un lavoretto per tirare avanti, si accorge subito che la paga è così bassa che basta a malapena per soddisfare piccole spese e bisogni quotidiani.
La laurea si rivela impotente di fronte alla mancanza di posti di lavoro, e l’inesperienza nelle arti manuali e pratiche non permette di avere un mestiere spendibile.

In Sicilia, insomma, pare che soprattutto i giovani tirino a campare, e ci riescono a stento solo perché restano a vivere in famiglia.
Rassegnarsi allo status quo è inutile, quanto – tanto per parafrasare Einstein – «tentare di risolvere il problema con la stessa mentalità che lo ha generato».

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Cercare lavoro all’estero nel modo sbagliato.

E allora, che cosa deve fare un ragazzo volenteroso per lavorare e ottenere l’indipendenza?
La risposta di molti è fuggire all’Estero, all’avventura, senza contratto e senza avere idea attraverso quale impiego potranno integrarsi nel nuovo paese.

Tanti sono i ragazzi che, ogni anno, partono dall’Isola per trovare condizioni di vita migliori.
Tanti – chi prima, chi dopo – sono quelli costretti a ritornare.

Il loro piano è sempre lo stesso: lavorare in Sicilia e risparmiare con sacrificio i soldi per tentare l’impresa; prenotare il biglietto e partire per la meta prescelta; atterrare e cercare subito un lavoro qualsiasi.
Il lavoro qualsiasi è, ovviamente, necessario per permettere loro, al tempo stesso, di mantenersi e imparare la lingua.
Il lavoro qualsiasi, precisiamo, è solitamente traducibile come lavapiatti, con aspirazione a trasformarsi in cameriere una volta acquisite proprietà di linguaggio maggiori.
Tutto ciò nella speranza che casuali e fortuite opportunità di ottimizzare il proprio curriculum vitae possano, a Dio piacendo, determinare in meglio le future posizioni lavorative.

Alla fine, il sogno di uno sbocco lavorativo soddisfacente resta, ma la tenacia piano piano si logora scontrandosi con le fatiche della vita quotidiana.
La verità è dunque amara: i cosiddetti lavoretti, anche all’Estero, sono sempre meno.
Infatti, anche gli immigrati di altre nazioni sono in cerca di fortuna fuori dalle loro comunità d’origine, e sono altamente competitivi nei campi della ristorazione in cui sono competenti; essendo figli del colonialismo, poi, parlano anche bene le lingue, a differenza spesso del giovane siciliano.

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Girare il Mondo da professionisti.

E allora qual è il segreto per trasferirsi e lavorare all’Estero con successo?
Padroneggiare un mestiere, altamente ricercato nel paese scelto come meta, e possedere una certificazione che dimostri tali competenze.
Questa è la formula del successo che permette, quasi ogni mese, a tantissimi giovani – siciliani e non – di partire alla volta della loro prima esperienza lavorativa nel Regno Unito o a bordo delle navi da crociera, come croupier nei migliori casinò europei.
L’Inghilterra, infatti, ama e chiama al lavoro, i dealer italiani.

I croupier del Bel Paese sono celebri e richiesti in tutto il Globo per la predisposizione al calore e alle relazioni umane.
Al termine del primo anno lavorativo, un croupier può facilmente trovare impiego stabile in qualsiasi parte del Mondo desideri.

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Diventare croupier e partire con un contratto.

Ma come formarsi in breve tempo e diventare croupier?
In Sicilia – Catania e Palermo – opera la Chilton Scuola Croupier, un tempo conosciuta come Croupier Courses International; l’istituto, infatti, poco dopo la scomparsa della sua celebre fondatrice, Mrs Christine Chilton, ha voluto in segno di omaggio portarne il nome.

 

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Gli allievi della Chilton Scuola Croupier di Palermo posano insieme al direttore Sergio Gattuso, all’interno dell’Istituto. Il murales alle loro spalle è un omaggio in ricordo della fondatrice, Mrs Christine Chilton.

Il 14 gennaio 2016, a Palermo, la scuola croupier aprirà le selezioni al nuovo corso di 14 settimane che ha per finalità l’impiego lavorativo.
Per partecipare occorre avere predisposizione ai rapporti umani e ai calcoli matematici, conoscenza della lingua inglese, un’età non superiore ai 35 anni, disciplina e ottima manualità.
Il percorso formativo consiste sia di lezioni teoriche – Regole, Matematica, Inglese – sia di lezioni pratiche ai tavoli da gioco.

Coloro che passeranno prima le selezioni e poi la settimana di prova gratuita, potranno dimostrare, da alunni, di essere abili a questa professione e prendere parte all’esame finale, in gergo Table test, con il quale i manager europei selezionano il personale dei loro casinò.

Come spiega Sergio Gattuso, direttore della sede di Palermo: “Io non penso si nasca croupier ma che lo si può diventare. La prima dote di un croupier, infatti, è l’umiltà; per diventarlo occorre, innazitutto, avere voglia di imparare e mettersi in gioco. In poche parole, bisogna avere Attitude”.

A sinistra, il direttore Sergio Gattuso.

A sinistra, il direttore Sergio Gattuso.

Dalla Sicilia all’Inghilterra con un contratto siglato.

I ragazzi della scuola croupier, terminato con successo il corso, mostrano felici il contratto e le divise dei loro casinò, consapevoli di aver fatto la scelta giusta.
«Sono finalmente riusciti – dice fiero di loro il direttore Gattuso – a dimostrare ai coetanei di possedere le capacità per scegliere il proprio futuro».

Etnamarereporter.it li ha intervistati telefonicamente perché, in una terra come la Sicilia dove la disoccupazione impera, loro invece sono riusciti a sconfiggere il precariato, e ci insegnano con il loro esempio che «Lavorare è un gioco», se sai come farlo.

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La direttrice della Chilton Scuola Croupier Palermo, Karen Strazzera.

Mauro Riccardi

Ho 29 anni, e sono nato a Palermo dove ho vissuto fino a due settimane fa.
Adesso vivo e lavoro come croupier a Luton, in Inghilterra.

Ho imboccato questa strada lavorativa per pura fortuna.
Il giorno del mio compleanno degli amici di famiglia mi hanno raccontato della figlia che, avendo intrapreso la carriera di dealer, possedeva delle prospettive e un futuro che, a 29 anni, io non ero ancora riuscito a costruire in Italia.
Avevo sempre valutato di andarmene dalla Sicilia, ma senza certezze e senza un’idea di cosa poter fare, alla fine, avevo desistito
Quella sera ho deciso che avrei tentato anche io questo percorso.

Ho finito il corso dopo 14 settimane, 2 settimane dopo abbiamo fatto il colloquio, e dopo altre 2 settimane siamo partiti. Sono finalmente soddisfatto.
Prima di fare il croupier e dopo aver lavorato in vari ambiti – magazziniere, commesso, cameriere, guida subacquea ed altri piccoli lavoretti part time – ero disoccupato da 6 anni. Negli ultimi 8 anni, poi, avevo anche intrapreso per passione la carriera di cantante in vari progetti musicali, cover e inediti, dal blues al rock, al rap.

A casa questa mia scelta di diventare dealer è stata accolta con entusiasmo, anche se inizialmente vi erano anche dubbi: non sarebbe stata la prima volta che in Italia pagavo un corso per poi rimanere senza lavoro né soldi; mi era successo già in altri campi, ma non avendo raccomandazione alcuna questi percorsi non mi hanno portato a niente se non a 3 mesi di lavoro, molte volte sommerso, e poi nulla.

La Chilton Scuola Croupier si è rivelata meglio di come me l’ero immaginata; fin da subito ci ha preparato a dare il meglio, sia nell’attitudine sia nella pratica; sempre severi per prepararci al lavoro, i nostri insegnanti ci hanno formato professionalmente e umanamente.

In questi primi giorni di lavoro sto mettendo tutto me stesso, impegnandomi continuamente a migliorare. E ogni giorno ho sempre più conferme di aver fatto la scelta giusta.
Mi sono proprio appassionato alla professione di croupier, quindi vorrei fare carriera e portarla avanti per la vita, sebbene mi riserbo di scegliere passo dopo passo, perché l’Inghilterra dà molte possibilità anche fuori dal campo dell’intrattenimento.

Mauro Riccardi

Mauro Riccardi

Stefania Bellomonte

Ho 20 anni e sono nata e cresciuta a Palermo; poco prima di diventare croupier studiavo.
Mi sono diplomata nel 2016 al Liceo Artistico Damiani Almeyda dove studiavo scenografia.
Purtroppo, il mondo della scenografia è molto difficile: bisogna avere molta fortuna per trovare un posto di lavoro; la carriera di uno scenografo può durare decenni, perciò non vengono mai cambiati e per i nuovi è quasi impossibile inserirsi.
Per questo, ho deciso di provare un’altra strada per la mia vita.

Cercavo infatti anche un modo per evadere dalla routine, ho sempre pensato che il croupier fosse un lavoro esotico o comunque fuori dal comune, e l’opportunità di andare a vivere in altri paese mi allettava molto.

Conoscevo la figura del croupier principalmente attraverso i film, non ero mai stata in un casinò prima di cominciare a lavorare.
Fin quando, una sera, passeggiando in centro città con un mio amico, abbiamo incontrato un ex compagno delle superiori che frequentava il corso alla Chilton.
Il racconto della sua esperienza alla scuola croupier mi ha interessata al punto che, una volta tornata a casa, ho cercato subito informazioni su internet e sulla pagina Facebook dell’Istituto. La settimana seguente sono andata a fare il colloquio.
Unico inconveniente: era giugno e tra poco avrei dovuto affrontare gli esami, così i miei futuri docenti mi consigliarono di iniziare a settembre. E così feci.

Il corso è stato sorprendente! Sono veramente contenta di averlo frequentato.
Non mi aspettavo assolutamente che io potessi divertirmi così tanto con calcoli e carte, perché non sono mai stata brava in Matematica.
I miei insegnanti sono stati molto bravi e pazienti: mi hanno insegnato tutto quello che dovevo sapere sul mestiere, mi hanno sempre seguita nel percorso e incoraggiato quando ne avevo bisogno.
Mi hanno insegnato che un buon croupier deve essere puntuale, amichevole, gentile, comprensivo ma anche deciso e pieno di voglia di fare; questa professione dà un grande senso di responsabilità e ha grandi possibilità di carriera.
Non può assolutamente fare questo lavoro chi non ha voglia di impegnarsi; invece se si ha, tutti possono riuscire in questo mestiere.

A casa quando ho detto “voglio fare la croupier”, mia madre si è subito procurata più informazioni possibili e la prospettiva che avevo davanti piaceva anche a lei; mio padre non mi ha impedito di provare ma entrambi erano molto preoccupati per il trasferimento in un paese straniero. Alla fine lo hanno accettato.

Ho finito il corso il 22 novembre e sono partita il giorno dopo per recarmi a Walsall, una cittadina vicino Birmingham (UK), dove ho preso servizio il 5 dicembre.

Ho ancora bisogno di ambientarmi in Inghilterra, ma mi piace questo stile di vita; il tempo, invece, è veramente strano per me non essendo abituata a temperature così basse ma sto cominciando a farci l’abitudine.
Vivere all’Estero è strano, la vita qui è completamente diversa; ci sono così tante culture e abitudini particolari.
Il croupier è un lavoro che ti permette di entrare in contatto con tanti tipi di persone.
Quello che ci viene insegnato durante la nostra vita è veramente solo la punta dell’iceberg. Ma è bello, molto bello.

D’altronde, se fossi rimasta in Sicilia, probabilmente, sarei rimasta incastrata in una vita che non mi appartiene: forse avrei potuto fare la cameriera.
Ma senza rischio non c’è vincita, e quindi so già che non sarei rimasta a Palermo e sarei partita ugualmente alla ricerca di qualcosa d’altro.

A un giovane che vuole andare e lavorare fuori l’Italia, consiglio di andare, di provare tutto ciò che è possibile, di essere preparati all’assenza dei genitori e di tentare ad adattarsi a nuove usanze e abitudini, senza lasciarsi abbattere dalle prime situazioni difficili o di incomprensione.

Il mio desiderio di andare all’Estero è stato molto più facile da realizzare grazie alla Chilton Scuola Croupier; è stato fondamentale specializzarmi; mi ha dato un come, un cosa e un dove.

Assolutamente consiglio di frequentarla: è un ottimo trampolino di lancio per tutti coloro che desiderano cambiare vita.

Se mi sento finalmente realizzata? Sono una ragazza piena di sogni e la mia strada è ancora lunga, diciamo che il primo passo è stato fatto, ora devo solo andare avanti.
Il mio futuro, insomma, è tutto da scoprire, posso solo fare del mio meglio per essere felice.

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Come vuole la tradizione dell’Istituto, Stefania Bellamonte autografa, prima di partire per l’Inghilterra, un muro della Chilton Scuola Croupier.

 

Javier Leandro

Ho 20 anni, sono nato a Palermo, ma ora abito a Luton, in Inghilterra.
In Inghilterra mi sto trovando molto bene. Il posto è bello, le persone sono amichevoli e gentili.
Ma penso che sono stato abituato a cambiare città, perché quando avevo sei anni ci siamo trasferiti in Brasile dove ho abitato per 8 anni e dopo sono tornato in Italia.

Prima di fare il croupier studiavo al liceo artistico di Bagheria.
Due giorni dopo l’esame di stato, ho iniziato il corso da croupier.
Infatti, già ero in cerca di impiego ma quando ho scoperto la possibilità di fare il corso e, soprattutto, che grazie al mestiere appreso potevo trovare un’occupazione assicurata, non ho perso tempo.
Per entrare, ovviamente, alla Chilton ho dovuto fare una selezione, una sorta di colloquio; qui, mi hanno spiegato che la prima settimana è di prova. Così, prima della Maturità, ho voluto tentare e testare se avevo le capacità.
E in quei giorni ho capito quanto il croupier fosse un lavoro interessante e molto bello.
Nella mia decisione di fare questa carriera ho avuto un super appoggio da mia madre e da mia sorella.

Avevo saputo dell’esistenza della scuola, attraverso Facebook.
All’inizio non avevo idea di cosa facesse un croupier, ma poi mi è piaciuto tanto.
Ai ragazzi come me che vogliono lavorare all’Estero direi di cercare, tentare e vedere se si riesce, perché un croupier deve essere, bravo nei calcoli, elegante, veloce. E deve pure sapere continuare a svolgere il lavoro come se niente fosse successo quando sbaglia.

Oggi, sono soddisfatto della mia scelta e adesso voglio crescere e migliorare nel lavoro.
È quello che voglio. Non credo che in Italia ci sia futuro.
Tutti intorno a me mi hanno detto che ho fatto una scelta giusta e intelligente.

Da sinistra Javier Leandro, Gaspare Pitrone, Mauro Riccardi.

Da sinistra Javier Leandro, Gaspare Pitrone, Mauro Riccardi.

Gabriele Alessi

Ho 27 anni e prima del corso, iniziato il 12 settembre, studiavo; ero al terzo anno di Medicina Veterinaria a Messina.
Ho deciso di lasciare gli studi perché non rendevo quanto avrei voluto e avevo bisogno di un cambiamento totale: cambiare città, cambiare vita, rendermi economicamente indipendente.
Per questo ho deciso di diventare croupier. E anche per altri motivi: mi ha sempre affascinato questo mondo, inoltre mi lascia abbastanza tempo per coltivare altri interessi e so per certo che i turni notturni non sono un problema per me.

Sono venuto a conoscenza di questo mondo, grazie a un mio amico, ex alunno della scuola croupier e dealer al casinò Aspers di Londra.
Io invece ho scelto
Cardiff (UK). Ho preferito un ambiente più piccolo per iniziare e Cardiff è stata la prima offerta in assoluto.

Penso che avere un lavoro assicurato, a tempo indeterminato, dopo 14 settimane di formazione (o meno dimostrando le proprie capacità e seguendo le regole), sia un’opportunità incredibile soprattutto per un giovane del Sud.
Questo corso è un’ottima opportunità; è importante partire con le qualifiche necessarie per fare un lavoro specializzato, altrimenti sei uno come altre migliaia di persone.

Io ho preferito arrivare in Gran Bretagna con la possibilità di fare un lavoro “specializzato”; senza il corso non avrei avuto un impiego del genere e sarei finito a fare il lavapiatti in Inghilterra.

Acquisito un buon livello d’inglese, se il lavoro non dovesse prendermi o soddisfarmi, potrò sempre cambiare; forse potrei ripiegare sulla cucina, vista la mia esperienza passata come cuoco in Valle d’Aosta, o fare un corso di studi in Inghilterra.
Si vedrà tra un annetto, comunque; la Brexit non mi preoccupa, avverrà effettivamente tra due anni e le reali conseguenze non si conoscono.
Dubito, però, che riguarderà chi lavora già qui; i casinò inglesi vogliono assumere croupier italiani, e i manager che li gestiscono conoscono la serietà della Chilton Scuola Croupier.

Per ora immagino il mio futuro a Cardiff, magari a fare da Ispettore ai nuovi trainee dealer mandati proprio dalla mia scuola.

Gabriele Alessi

Gabriele Alessi

Giuseppe Torregrossa

Ho 22 anni, sono originario di Palermo, e vivo e lavoro a Londra dal 24 ottobre, grazie al corso della Chilton che ho cominciato l’1 giugno.

Dopo aver fatto il magazziniere – grazie al programma Garanzia Giovani della Regione Sicilia che, però, mi accreditava lo stipendio con clamoroso ritardo – ho deciso di fare il corso di cui mi avevano parlato bene i miei amici, ex alunni, che lo avevano già frequentato.

L’ho fatto perché a me, come tanti, piaceva questo mestiere, ed è una via più sicura del restare in Sicilia dove non c’è lavoro.
Scegli di fare il croupier anche per andare fuori e imparare la lingua fuori più facilmente e perché si ha bisogno di una propria indipendenza.
Poi, ero ormai deciso ad andare via dall’Italia, ma non per le persone o perché mi trovavo male nel mio Paese, ma perché volevo la mia indipendenza e in Italia è molto raro trovarla.
La scuola croupier dà una grande opportunità soprattutto per chi – come me e non per presunzione – è bravino a fare i conti, e ama questo lavoro.

La scuola si è rivelata meglio di come me l’aspettassi. Si è creato un bellissimo rapporto che continua ancora adesso con tutti, insegnanti e alunni, era come una famiglia, anche perché ho trascorso lì 5 mesi, e frequentavo tutti i giorni. Sarò loro sempre grato per avermi permesso di realizzare un sogno: vivere a Londra!
La professoressa di inglese fa miracoli, e poi c’è Guido che si occupa dei tavoli con il suo caratterino ma in quello che fa è la perfezione.
Poi vi sono Sergio e Karen, i nostri nuovi direttori: per noi loro sono come due fratelli maggiori; ci hanno aiutato in tutto e hanno risolto qualunque nostro problema, cercando sempre la soluzione più opportuna per ogni alunno.
Grazie a tutti loro ho adesso la sicurezza di un posto fisso con un buon salario, presso un’azienda seria.

Chi viene in Inghilterra, pur senza contratto e senza arte, un lavoretto lo trova ma non in un campo specializzato come questo.
Invece, noi abbiamo ricevuto dalla scuola una formazione professionale completa: ci hanno insegnato anche come vivere all’Estero, i documenti che ci occorrevano, i comportamenti da adottare e quelli da evitare, la disciplina, la puntualità.
Nel mondo del lavoro, soprattutto in questa professione, sono fondamentali la calma e l’educazione. La scuola ti trasforma da ragazzo a uomo responsabile.
Con me, per esempio, hanno avuto tanta pazienza e tanta fiducia, nonostante io, come tutti i ragazzi di 20 anni, sono un po’ con la testa fra le nuvole; loro sono riusciti a mettermi sulla giusta via.

Naturalmente, nonostante ciò, qualche difficoltà la sto incontrando, ma è normalissimo quando si va in un nuovo Paese e si cambia del tutto vita; Londra per chi è alla prima esperienza non è semplicissima da gestire. Per fortuna ho qui la mia ragazza e i miei compagni di corso: loro mi aiutano a farmi forza quando ci sono i giorni cupi.
Quindi direi che va bene veramente, per ora.

Voglio avere risultati in questo mestiere e nel casinò dove lavoro, formarmi in maniera eccellente e definitiva facendo un po’ di anni di esperienza.
Il mio futuro lo vedo sempre in questo lavoro, diventare veramente bravo in quello che faccio, e quindi spero di salire, più in là, qualche gradino della gerarchia: essere promosso ispettore sarebbe fantastico. Certo, è ovvio che il sogno di tutti sarebbe diventare Manager, ma è molto difficile, e richiede tanto sacrificio e impegno.
Magari fra una decina di anni farei un’esperienza nei casinò delle navi da crociera o di un altro paese. Vedremo come si svolgerà la cosa più avanti, intanto voglio farmi valere qui a Londra.

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Ultimo a destra, Giuseppe Torregrossa, insieme ai colleghi a Londra.

Selezioni Scuola Croupier Palermo e Catania

Per accedere alle selezioni della Chilton Scuola Croupier – sede di Palermo – occorre inviare il proprio curriculum vitae a palermo@scuolacroupier.it.
Il personale fornirà tutte le informazioni chiamando allo 0919768232 o scrivendo su whatsapp al numero 3917536654.
Le selezioni si svolgeranno il 14 gennaio alle 10.00, in Via Principe di Granatelli 36 (PA).

Nella stessa data, 14 gennaio, alle 10.30 si svolgeranno anche le selezioni per il nuovo corso nella sede di Catania, in via Largo Papa Paolo VI, 10 (CT).

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