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Acireale Calcio dal Vescovo

di Lucia Leocata – Nel salone dell’episcopio della Diocesi di Acireale, il vescovo, mons. Antonino Raspanti, ha espresso vicinanza e sostegno all’Acireale Calcio, accolta in tutte le sue componenti, dal presidente Gianluca Cannavò ai dirigenti Pietro Gugliotta, Nino Micali, Giuseppe Fasone, Salvo Sciuto, Gaetano Rizzo, Pierangela Cannone, Pasquale Leonardo e Salvatore Castorina nonché allo staff tecnico guidato dall’allenatore Piero Infantino coadiuvato dal suo vice Dario Di Dio e dal preparatore dei portieri, Tonino Mirarchi.

Il vescovo Raspanti ha messo in evidenza l’importanza dello sport in un quadro valoriale che informi e plasmi la scelta sportiva come momento di aggregazione dei giovani e della famiglia.

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Fondamentale, in questo senso, risulta la riscoperta del ruolo dell’etica nella vita quotidiana della collettività e delle singole persone e, di conseguenza, nel mondo dello sport.

Occorre, quindi, guardare al mondo dello sport anche come comunità che educa. Lo sport, come è emerso dalle riflessioni del pastore della Chiesa acese, non è solo spettacolo. Occorre valorizzare il suo essere educazione, occasione di crescita autentica e completa, palestra di talento atletico, ma anche esercizio di virtù. Dal mondo sportivo possono emergere processi cognitivi e pratiche in grado di educare eticamente, di far maturare nelle persone una autentica esperienza etica.

Si tratta di un potenziale mezzo di elevazione etica dell’uomo, laddove, attraverso il gioco di squadra e lo sforzo fisico, sviluppa qualità interiori come la volontà, il coraggio, l’abnegazione, lo spirito di sacrificio e la perseveranza, il sentimento di appartenenza. Il tutto in vista del buon fine di una bella e buona prestazione sportiva. Il rispetto di regole fondamentali permette di vivere bene come persone singole e come persone appartenenti ad una comunità. Lo sport è forma di aggregazione e il calcio è paradigma di un sistema di regole che permette il dispiegarsi della persona in una prospettiva della vita spesa bene. Rispettare ed essere rispettati, riconoscere l’altro ed essere riconosciuti come persone e non come strumenti, sviluppare le potenzialità corporee, poter fare affidamento e poter avere fiducia, essere leali e fare della lealtà uno stile di vita, contribuire alla pacifica convivenza grazie alla reciprocità tra diritti e doveri. Si tratta di valori che emergono in tutta la loro potenzialità e luminosità nel gioco di squadra.

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Credere allo sport in tal senso significa disporsi ad una apertura di pensieri, di atteggiamenti e di azioni, capaci di rigenerare dal di dentro le infinite potenzialità che il mondo sportivo può esprimere, significa renderci attenti e disponibili alla vocazione piena dell’uomo. Rendiamoci promotori di una cultura sportiva che coniughi la dignità della persona, la sua unicità, il suo essere sempre un fine e mai un mezzo, con la rete delle relazioni interpersonali, dei rapporti di amicizia, di associazione in cui non si è soltanto insieme con gli altri ma si cerca anche di contribuire al bene degli altri. La realtà sportiva nei diversi ambiti in cui si dispiega – economico, finanziario, commerciale, manageriale, medico – partecipa ad una più generale ricerca e costruzione dell’orizzonte di una società giusta e promotrice della persona e del legame sociale. Valorizziamo questa potenzialità territoriale: è questo l’augurio pasquale che Sua Eccellenza ha rivolto all’Acireale Calcio e che noi auspichiamo possa fiorire in un’esplosione di luce primaverile per il bene dei giovani e delle famiglie acesi, per il bene di tutta l’umanità.

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