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Regione Siciliana, raccolta differenziata e termoutilizzatore contro le discariche

Raccolta differenziata e termoutilizzatore contro le discariche queste le soluzioni della Regione Siciliana  contro le discariche presenti sull’Isola.

di Antonella Agata Di Gregorio

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Raccolta differenziata e termoutilizzatore; sono queste le armi schierate in campo dalla Regione Sicilia contro le discariche presenti sull’Isola.

L’obiettivo è quello di aumentare sensibilmente la raccolta differenziata ed inviare la restante parte dei rifiuti ad un termoutilizzatore, per porre rimedio agli errori commessi in passato e “non essere più prigionieri dell’oligopolio dei privati sugli impianti di smaltimento”, come ha affermato l’on. Nello Musumeci, durante la presentazione del programma del governo regionale per la politica dei rifiuti, svoltasi stamani a Catania.

“Nel 2035, secondo quanto stabiliscono le norme nazionali che recepiscono la Direttiva europea” – ha affermato Musumeci – “i flussi di rifiuti devono prevedere il 65 per cento di riciclo e il 30 per cento da inviare al termoutilizzatore, perché l’indifferenziato non potrà più andare in discarica. Ecco perché in Sicilia, entro 10 anni, dobbiamo cancellare la cultura delle discariche. La soluzione per la parte non recuperabile rimane il termoutilizzatore, come avviene in tanti Paesi civili. In Italia ne sono presenti ben 37 e il governo Conte 1 ci chiedeva di realizzarne almeno due. Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse”.

“Nel frattempo” – ha sottolineato Musumeci – “non ci stancheremo di lavorare per incrementare l’impiantistica pubblica, a cui abbiamo destinato 250 milioni di euro per i prossimi anni. Alcune Srr hanno risposto alle nostre sollecitazioni, altre non hanno ritenuto di farlo e, per questo, abbiamo dovuto nominare un Commissario, il direttore generale del Dipartimento tecnico regionale, Salvatore Lizzio. Sono stati già aperti impianti pubblici, altri lo saranno l’anno prossimo, altri ancora ne progetteremo nelle prossime settimane, tutto con poteri ordinari. Il nostro piano si allinea alle migliori prospettive della politica ambientale europea”. 

Inoltre, il presidente ha aggiunto che, rispetto al 2018, la raccolta differenziata nei comuni siciliani è passata dal 22% al 42%, grazie all’apporto di sindaci e cittadini, ma le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina si attestano ancora la di sotto del 35%.

“Sono 162 i Comuni siciliani ad avere raddoppiato la raccolta differenziata arrivando a oltre il 65 per cento, enti virtuosi che ci hanno permesso di ridurre del 30 per cento il conferimento dei rifiuti in discarica, ovvero 1 milione e 200 mila tonnellate in meno. In Sicilia abbiamo conteggiato 511 discariche esauste o non classificate, su cui abbiamo avviato un’indagine per la “caratterizzazione” affidata all’INGV per capire se sono potenzialmente inquinanti: stiamo avviando la procedura per la chiusura delle prime 250”.


 

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