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Fondazione del Carnevale Acireale: Approfondimento

 

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Fondazione del Carnevale: chi sono, che competenze hanno e cosa riservano per l’edizione 2019 i membri del nuovo CDA.

«Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. […] T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece» (P. Pasolini).

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Il Carnevale di Acireale è un patrimonio fatto di storia, cultura, tradizioni e arte, ma è soprattutto una festa con la quale la comunità riscopre il piacere di ritrovarsi, ridendo di sé.

La ricorrenza carnascialesca offre alla Città l’opportunità di mostrare ai visitatori il meglio della propria arte, la propria bellezza, la sua particolare visione del Mondo; una particolare visione che viene espressa attraverso la satira e i carri allegorico grotteschi.

È un modo, insomma, per dare nuova linfa al folclore e permettere al passato di allinearsi dinamicamente con il presente, fornendo così anche nuove idee per il futuro; un modo per confrontarsi e comunicare il proprio vissuto con la scusa del divertimento e della burla.

Questa è la vera essenza del carnevale acese di cui i maestri carristi sono il perno, un perno grazie al quale possono scatenarsi, in ogni spettatore, tutte quelle manifestazioni spontanee di sano divertimento, e sul quale ruota una macchina organizzativa poderosa, chiamata senza sosta al lavoro.

Una macchina organizzativa composta, mai come quest’anno, da molteplici e specifiche professionalità tutte collegate al mondo dell’arte, all’organizzazione e alla promozione di grandi eventi.

Artisti, scultori, scenografi e artigiani creativi, docenti di Arte, tecnici del suono e specialisti nell’event management, esperti nell’analisi dei Big Data e dei Social Media, e persino carristi: questo è il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione del Carnevale.

Fondazione che – pur tra mille difficoltà e nonostante l’insediamento ad agosto, avvenuto in seguito alle nuove elezioni amministrative – è riuscito, lavorando senza sosta, ad allinearsi ai tempi necessari per la buona riuscita dell’edizione 2019 del Carnevale.

Le difficoltà non sono mancate, eppure il Consiglio della Fondazione è riuscito a realizzare anche degli eventi minori che hanno sopperito all’assenza di un vero e proprio cartellone estivo.

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Il contributo della Fondazione ad altri eventi

Il primo degli eventi che ha testato subito la perizia del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione, guidata dal presidente Orazio Fazzio, è stata la Mezzanotte dei Bambini.

Essendo stati azzerati i fondi destinati al turismo, la neo eletta amministrazione comunale, appena insediata, ha potuto reperire in extremis pochi fondi, troppo pochi per realizzare l’evento; la manifestazione rischiava, quindi, di essere cancellata e questo sarebbe successo se la caparbietà del nuovo CDA e del riconfermato direttore artistico Giulio Vasta non avesse voluto fortemente portarla a compimento, per fornire un segnale di speranza alla città intera.

«Il problema di natura finanziaria» – come spiega Orazio Fazzio – «è stato risolto con il contributo gratuito delle associazioni e degli operatori partecipanti. Erano poche le disponibilità finanziarie reperite dall’amministrazione Alì e così abbiamo dovuto chiedere a tutti coloro che hanno aderito e partecipato alla manifestazione, non solo di farlo gratuitamente ma di organizzarsi in pochissimi giorni; non è stato semplice chiederlo, tanto per la gratuità quanto per i tempi a disposizione; nonostante ciò, l’evento è stato accolto con grande entusiasmo sia dagli operatori culturali che dai cittadini. La Mezzanotte dei bambini 2018 è stato un vero successo, grazie ai laboratori e agli spettacoli di alta qualità; ho visto folle di bambini e genitori felici».

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Lo stesso problema si è posto con il Carnevale estivo prontamente trasformato nel Carnevale per le strade di estate; alla mancanza di un vero cartellone estivo si è sopperito legando alcuni spettacoli, tra cui quello di Giuseppe Marino in arte Alosha, con l’esibizione serale dei carri in movimento.

Grazie al contributo gratuito degli artisti e delle grandi creazioni dei maestri carristi acesi si è potuto animare la città con pochissimi fondi, riuscendo al contempo a mettere in scena lo stesso format ideato dall’amministrazione Barbagallo, ma addirittura arricchendo l’esibizione con alcune performance.

E sempre la Fondazione ha contribuito allo spettacolo di Alosha, organizzato dai negozianti e svoltasi nel chiostro dell’ex Collegio Santonoceto, offrendo le competenze di un grande tecnico del suono come Salvatore Basile.

Anche nella Fiera dello Jonio, la Fondazione del Carnevale di Acireale può dire di averci messo lo zampino, non direttamente ma indirettamente, in quanto il direttore artistico, che è retribuito dalla sola Fondazione, ha voluto occuparsi, anche quest’anno e nonostante le difficoltà finanziarie, dell’organizzazione.

Per dirla con le parole di Giulio Vasta: «Ho voluto organizzare la Fiera dello Jonio a titolo gratuito e in qualità di direttore artistico del Carnevale, in quanto sono grato alla nuova amministrazione per avermi riconfermato».

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La presentazione pubblica dei bozzetti

Proprio all’interno del cartellone della Fiera dello Jonio, l’8 settembre, la Fondazione ha portato alla luce e realizzato una delle prime novità in programma quest’anno: la presentazione dei bozzetti.

I maestri carristi, vincitori della selezione ad opera della commissione tecnico artistica, hanno avuto una serata a loro dedicata.

E così – invitati sul palco allestito per l’occasione, dalla storica voce del carnevale acese Giulio Vasta – ogni cantiere ha mostrato in anteprima e illustrato alla Città i progetti che, dalla carta, hanno ormai cominciato a prendere forma all’interno della Cittadella del Carnevale.

Come spiega il presidente Orazio Fazzio: «La presentazione dei bozzetti era un evento che avevo in mente già da anni; è naturale che, appena nominato ne ho parlato subito con il direttore artistico e con i consiglieri che hanno condiviso e approvato questa mia idea».

«Questo» – dichiara Fazzio – «è solo l’inizio di una serie di iniziative volte a mettere ancora più in risalto i carristi, i quali sono i veri protagonisti del carnevale. Io, da ex carrista, ero felicissimo il giorno della presentazione, perché mi sento uno di loro ed è giusto dedicare a questi artisti più spazi nei quali venga evidenziata la pubblica importanza della loro maestria, così da fornire ulteriori stimoli a crescere in qualità. Già quest’anno nel cantiere c’è una laboriosità mai vista; credo proprio che abbiamo acceso ancor più entusiasmo».

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Esclusioni al Carnevale

Purtroppo, però, non tutti i maestri carristi erano sul palco quella sera.

In seconda categoria, infatti, a disputarsi i quattro posti disponibili sono state ben 7 associazioni.

Tra gli esclusi di quest’anno, a giudizio insindacabile della Commissione Tecnico artistica, vi è un artista, ritenuto tra i più importanti sia perché giovane sia perché davvero talentuoso.

«Proprio in virtù del talento sempre dimostrato» – spiega il presidente Orazio Fazzio – «questa esclusione è stata dolorosissima e imbarazzante. Io ho convocato appositamente un consiglio per lo scopo, ma all’unanimità è stato deciso che non potevamo sovvertire una decisione presa dalla commissione tecnica».

«La commissione tecnica» – spiega Fazzio – «ha riscontrato, negli elaborati presentati da coloro che ha poi escluso, vizi di forma oltre a un’impressione visiva molto deludente se confrontata con la presentazione grafica degli altri concorrenti. Si è scelto di agire osservando il regolamento al quale dobbiamo pedissequamente attenerci per garantire un trattamento equo a tutti i carristi che partecipano annualmente alla selezione. Il regolamento che stiamo osservando è quello che ci siamo trovati, stilato da chi ci ha preceduto. Nel futuro, saranno magari proposti dei correttivi riguardo i punti ritenuti deboli, proprio in virtù delle difficoltà riscontrate e che stiamo annotando man mano».

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La selezione dei carristi partecipanti

Verrebbe da chiedersi allora, e forse qualche acese se lo è chiesto: Come mai se ci sono 7 carri per 4 posti occorre fare una selezione? Non sarebbe meglio avere carri in più da far sfilare per le strade della città?

La risposta è sì, peccato però che il sogno contrasti, a quanto pare, con la dura realtà: non ci sono box a disposizione e, inoltre, avere carri in più in concorso significherebbe dover abbassare il premio a tutti per far posto ai nuovi partecipanti.

Infatti, pochi sanno che tutti i cantieri ricevono, in proporzione al posto conquistato nella classifica finale, una base premiale, al quale poi si aggiunge il rimborso delle spese documentate. Premio più rimborso spese che non coprono comunque il costo della manodopera, ricompensato solo dalla passione per l’arte.

«Saremmo tutti felici» – dichiara Fazzio – «se si potessero far partecipare più carri ma le disponibilità finanziarie sono quelle che sono. Tre carri in più costerebbero circa 80.000 euro. Quando ci saranno maggiori disponibilità, ed è quello che stiamo cercando di attuare pian piano, anche ipotizzando un ticket di ingresso al circuito per i non residenti, ai carristi dovranno essere riconosciute più congrue ricompense».

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Carnevale a pagamento

Proprio la proposta del ticket preoccupa la Città, e forse non dovrebbe più di tanto visto che i residenti di Acireale e sue frazioni dovrebbero, secondo indiscrezioni, essere esentati dal pagamento in quanto contribuiscono, e hanno sempre contribuito, alla manifestazione attraverso le tasse comunali. Inoltre, se dovessimo fare un confronto con altre manifestazioni scopriremo che a Viareggio l’ingresso al circuito è a pagamento.

Sicuramente la fondazione sta lavorando a una proposta, come spiega Giulio Vasta: «Stiamo lavorando a un progetto di cui informeremo la Città quanto prima. Al momento, stiamo mettendo insieme tanti tasselli di un mosaico che è difficile da comporre; è però un’operazione necessaria e non è certamente una scelta politica, ma una via da intraprendere obbligatoriamente per qualsivoglia manifestazione che vuole camminare con i propri piedi».

Effettivamente, il ticket permetterebbe al Carnevale di Acireale di non dipendere esclusivamente dai finanziamenti pubblici, i quali di anno in anno vanno via via restringendosi e che comunque, da soli, non permettono alla manifestazione di accrescere in servizi e in offerta di spettacoli.

E se un tempo il percorso a pagamento sembrava impossibile da realizzare, visto gli altri costi da sostenere per la chiusura degli ingressi, adesso che la circolare Gabrielli obbliga la manifestazione a chiudere il circuito – dotandolo di barriere ai varchi, sistemi per il controllo degli accessi e addetti alla sicurezza – l’introduzione del ticket significherebbe far di necessità virtù: l’anno scorso, infatti, la chiusura del circuito ha avuto un costo di 50mila euro; lo sbigliettamento completerebbe il sistema di chiusura trasformando un costo in un investimento.

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Altre novità in arrivo, dal museo alla sfilata

«Stiamo discutendo» – continua Fazzio – «anche sulla strutturazione di un museo del Carnevale, e stiamo organizzando i gruppi mascherati. Nostra intenzione è affidare a ogni carro un gruppo con la sua coreografia e musica dedicata».

«Per ciò che concerne il merchandising brandizzato» – continua Fazzio – «al momento non ci sono novità rilevanti in quanto abbiamo una scorta poderosa acquistata dalla vecchia amministrazione che adesso dobbiamo smaltire. In futuro, però, pensiamo di modificare il tipo di oggettistica avvicinandola più allo spirito del Carnevale e di inserire anche creazioni handmade legate all’attività dei nostri artigiani».

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Acireale e gli altri Carnevali d’Italia

Il presidente della Fondazione del Carnevale, inoltre, vuole incrementare i rapporti con le altre manifestazioni carnascialesche anche attraverso lo scambio di visite ed esperienze.

Già a Ferragosto, personalmente, ha ricevuto e accolto i rappresentanti del Carnevale di Viareggio, i quali hanno portato degli omaggi, e Fazzio intende presto ricambiare la visita perchè reputa gli scambi la base di una crescita reciproca.

D’altronde, Acireale è associata a Carnevalia, l’associazione che raccoglie tutti i carnevali d’Italia, associazione presieduta dal presidente del carnevale di venezia.

E, a proposito di rapporti con gli altri Carnevali, proprio qualche settimana fa, il 15 e 16 settembre, la Fondazione è stata ospite de La Festa dei Colori di Capo d’Orlando, dove si sono date appuntamento le delegazioni dei carnevali di Misterbianco, Malta e, naturalmente, Acireale. Il Carnevale acese, per promuovere l’edizione 2019, ha avuto uno stand espositivo dedicato, e la fondazione ha contribuito attivamente all’animazione dell’evento, facendo sfilare a Capo d’Orlando ben 5 maschere singole e 3 carri in miniatura.

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Allestimenti in tutta Acireale

I componenti della nuova fondazione del Carnevale hanno, a quanto pare, ulteriori novità in serbo per la Città.

Prima tra tutti, l’abbellimento degli accessi con strutture prelevate dai carri realizzati nelle scorse manifestazioni che regaleranno ai visitatori l’impatto visivo necessario per accendere la magia già a partire dai varchi.

«Contiamo» – chiarisce Fazzio – «anche di allestire l’intera città a tema carnevale, ornando scenograficamente i palazzi sia lungo il circuito sia lungo le vie maggiormente interessate dal via vai dei visitatori».  

La Fondazione è intenzionata, inoltre, a riprendere il concorso delle vetrine più belle che, da anni non veniva più proposto. «Lo riteniamo» – dichiara Fazzio – «un mezzo interessante per trasformare ancor più la Città in una grande scenografia a tema carnascialesco».

Perché allora in passato non c’era quest’attenzione all’allestimento cittadino?

«Il problema» – spiega Giulio Vasta – «è che alle precedenti amministrazioni mancava il contributo dei carristi a ridosso della manifestazione perché sono al lavoro per dare gli ultimi ritocchi alle proprie creazioni. Nelle passate edizioni sono state fatte piccole cose, o investiti dei soldi in iniziative come quella dei testoni del G8 che hanno avuto una diffusione mediatica senza precedenti».

La fortuna infatti di questo cda della Fondazione è l’essere composto da tecnici, con competenze anche in scenografia e allestimenti, che possono sopperire alla mancanza dei carristi per l’abbellimento della Città durante il Carnevale.

Infatti, come chiarisce Fazzio: «Ogni consigliere della Fondazione, a breve, avrà dei compiti specifici in base alle proprie specificità artistiche e professionali».

E il presidente delle competenze del suo team ne ha fatto il vessillo e vanto di questa fondazione, tanto che è stato proprio lui a volere che Giulio Vasta fosse riconfermato come direttore artistico.

Come spiega lo stesso Fazzio: «Ho reputato che, al momento, non c’è un’altra persona, all’infuori di Giulio Vasta, dotata di una così vasta competenza organizzativa supportata dall’esperienza. Prova ne è che, finora, qualsiasi problema c’è stato è riuscito a portarvi soluzioni decenti e degne di risposta. Questa esperienza è alla base di ciò che andremo a fare da oggi in poi e, soprattutto, mi conforta saperlo in squadra, e credo che senza il supporto dell’esperienza e della competenza di Giulio Vasta non avrei accettato neanche l’incarico».

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Giulio Vasta, la voce del Carnevale

Tutti gli acesi hanno ascoltato la sua voce, la voce storica del Carnevale di cui è, da sempre, un grande appassionato.

Ha cominciato a lavorare per il Carnevale come speaker fin dal 1981; ha ricoperto la carica di consulente artistico del Comune dal 1997 al 2010, anno in cui è stata istituita la Fondazione per il quale poi ha assunto il ruolo di direttore artistico, ruolo che ricopre  tutt’oggi.

La sua professionalità e competenza organizzativa è confermata dall’apprezzamento ricevuto da tutte le amministrazioni che si sono susseguite negli anni alla guida della Città.

Come spiega lo stesso Vasta: «tutto l’arco costituzionale politicamente mi ha sempre accolto. Io non sono stato con questo o quello per motivo politici, ma per motivi professionali perché ho dimostrato negli anni di sapere sempre portare a termine e mettere in atto per l’evento tutto quello che mi  si chiedeva di realizzare. Tutti sanno che Giulio Vasta è quello che parla al microfono o che è il direttore artistico ma intendono il direttore artistico come qualcuno che sceglie chi canta e chi si esibisce. E invece no, il direttore artistico ha compiti organizzativi, è sua responsabilità inventarsi tutto quello che c’è da fare affinché la manifestazione possa compiersi al meglio».

E di innovazioni a beneficio del Carnevale acese ne ha apportate tante. Merito suo il sistema radio che guida i carri lungo il percorso, carri che un tempo, invece, si mettevano in moto su comando dello speaker.  

Anche l’introduzione della spiegazione di ogni carro da parte dello speaker è opera sua:

«Inizialmente la comprensione dei carri era lasciata all’immaginazione del pubblico» – spiega Vasta – «invece io reputavo indispensabile l’esistenza di un valido ausilio che permettesse a tutti di comprendere il messaggio allegorico grottesco celato nelle opere carnascialesche».

Un’altra delle “trovate” di Giulio Vasta, in favore dell’animazione del Carnevale acese è Balla con i carri, l’evento danzante che trasforma i carri in vere e proprie discoteche.

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Competenze CDA

All’esperienza e la competenza di Giulio Vasta si aggiungono le professionalità dei sette componenti del CDA.

Sette membri in Fondazione il cui numero è legittimo e regolare perché «il limite massimo di cinque componenti degli organi di amministrazione, previsto dall’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 , non si applica alle istituzioni culturali, nonché alle associazioni e alle fondazioni costituite con finalità di gestione di beni del patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO), che ricadono nel territorio di piu’ province, che comprovino la gratuita’ dei relativi incarichi».

Sette professionisti che insieme fondano un team formidabile per la riuscita del Carnevale di Acireale in quanto ognuno di loro è specializzato in un determinato settore che diventa fondamentale per la riuscita di un grande evento che, oltre a intrattenere, ha come capisaldi l’arte e l’artigianalità.

Sette addetti ai lavori e membri del Consiglio di amministrazione della Fondazione del Carnevale che, per la prima volta, dimostrano di sapere che i nostri carri allegorico grotteschi sono in carton romano e non in cartapesta, con buona pace dei polemisti, i quali in interviste e sui social si ergono a difensori del Carnevale, sebbene ignorino persino le peculiarità tecniche che rendono unica la stessa manifestazione acese.

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Orazio Fazzio

La contabilità e l’amministrazione aziendale sono il suo pane quotidiano.
Il presidente Fazzio è, infatti, ragioniere responsabile dell’ufficio ragioneria dell’AIAS, ispettore nazionale dell’Aias; in passato ha occupato anche il ruolo di vice commissario e di vicepresidente dell’AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto.
Animato fin da piccolo dall’amore per l’Arte, ha seguito questa sua inclinazione dapprima attraverso la pittura e poi, circa 35 anni fa, lavorando per quasi tutti i cantieri del carnevale acese –  Coco, Ardizzone, Condorelli, Nuccio Grasso, Cavallaro&Principato – ricoprendo le mansioni di collaboratore artistico-progettuale, modellatore e pittore.
Non sono mancate esperienze di maestro carrista anche al di fuori della Sicilia: per il cantiere Coco e Ardizzone ha lavorato alla progettazione e realizzazione di un carro che ha sfilato nella caraibica Isola di Saint Martin; l’opera, realizzata ad Acireale ma assemblata in loco, ha sfilato per 3 giorni e per due notti a Saint Martin aggiudicandosi, addirittura, il primo posto del concorso caraibico. Inoltre, sempre con il cantiere Coco, ha partecipato al Carnevale Ambrosiano di Milano.

Salvatore Messina

Docente di discipline plastiche e scultoree nel liceo artistico di Porta Romana a Firenze, esperto nella lavorazione di pietre e marmo, restauratore lapideo e, come il presidente Fazzio, maestro carrista.
Salvatore Messina, infatti, partecipa attivamente, fin dal 2008, alla realizzazione del Carnevale di Acireale occupandosi di pittura, modellatura, e progettazione dei carri allegorico grotteschi; oltre ad aver lavorato per i cantieri Parlato e Ardizzone, è socio fondatore del cantiere Gapass.
Convinto come Dostoevskij che la bellezza salverà il Mondo, ha organizzato sul territorio, in qualità di esperto ed educatore, numerosi laboratori artistici rivolti ai ragazzi all’interno di Comunità per minori, per conto di cooperative sociali e, persino, del Comune di Acireale.
Come scultore ha partecipato a diverse mostre tra le quali si annota la Collettiva di scultura  permanente al Palazzo Favazza di Biancavilla, comune al quale sono state donate le sue opere.

Arcangela Trimarchi

Lavora nel mondo della decorazione d’interni, degli allestimenti e delle scenografie da più di vent’anni; tra le sue competenze, apprese sul campo, figurano anche ikebana, exhibit design, scultura e formatura, restauri murari e stucchi ornamentali, riciclo creativo e redesign.
La profonda conoscenza dei materiali, iniziata durante gli studi di architettura a Firenze e proseguita all’Accademia di Belle arti di Catania, si è accompagnata nel tempo alla sperimentazione diretta in laboratorio.
Tra le sue esperienze lavorative figurano aziende e professionisti del calibro di Arredi Gallina, Enzo Mosca, e Porte di Catania, centro commerciale per conto del quale ha progettato ed effettuato il restyling dell’Area Food.

Marzia Bonanno

Laureata in Scienze della comunicazione, appassionata di teatro e con esperienze lavorative alle spalle nel marketing territoriale.
Marzia Bonanno ha collaborato, fin da piccola, alla progettazione e realizzazione delle macchine infiorate. Marzia e la sua famiglia sono, infatti, parte integrante della grande storia de “Il Più Bel Carnevale di Sicilia”.
Le sue capacità artistiche e tecniche sono cresciute insieme al prestigio del cantiere di famiglia, l’Associazione Artistico-Culturale Bonanno, che in diverse edizioni del carnevale acese, si è aggiudicata il podio nel concorso Carri Infiorati.
La sua carriera è culminata nella nomina di vicepresidente della storica Associazione Bonanno, ruolo che ha ricoperto fino al 2017.

Salvatore Basile

Dal 2004 è uno specialista di attrezzature biomedicali, ma per anni è stato un affermato tecnico audio-video, responsabile della logistica e installatore di attrezzature congressuali.
Lavorando per uno dei protagonisti dell’industria degli eventi, Salvatore Basile ha viaggiato  in Italia e all’Estero per curare gli aspetti tecnici di grossi eventi; la sua professione lo ha portato a collaborare con Tele+(Sky), R.A.S. e Giffoni Film Festival.
Sempre attivo nel mondo dell’associazionismo, è presidente dell’associazione culturale Studio 36, e oggi offre le sue competenze tecniche e organizzative al servizio di una manifestazione complessa come il Carnevale di Acireale.

Massimo Bello

Si occupa fin dal 1986 di innovazione tecnologica e, dal 1998, delle applicazioni IT al settore del turismo. Per lui che è in grado di effettuare analisi precise sulla reputation online di ogni brand, i big data e i social media non hanno segreti. L’informatica e, più precisamente, la progettazione e lo sviluppo software di applicativi per il turismo – APP mobile, siti web e portali – sono il suo pane quotidiano; per la sua attività professionale  lavora a stretto contatto con gli operatori del turismo ed è, quindi, fine conoscitore delle dinamiche di tutta la filiera. Il Carnevale di Acireale, grazie a Massimo Bello, si avvale finalmente di un consulente specializzato in web marketing turistico.

Tiffany Greco

Laureata in Scienze Turistiche e in possesso di un Master in Gestione delle Imprese e delle Società, oltre alle certificazioni di Operatore del Turismo Enogastronomico e della Valorizzazione dei Prodotti Tipici e in Formazione imprenditoriale nel settore turistico.
Tiffany Greco è una professionista del turismo e del project event management.
Conosciuta ad Acireale per essere l’organizzatrice e ideatrice del sempre apprezzato evento musicale “Timpaviva”, è la fondatrice e la presidente dell’associazione Barock.
Il Carnevale di Acireale gode, adesso, delle sue competenze certificate nell’organizzazione e nella progettazione di eventi culturali.

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